Destroy All Gondolas – “Laguna di Satana”

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Da diversi anni l’Italia sta vedendo nascere moltissime band interessanti, alcune delle quali hanno riscontri più che positivi con l’ambiente musicale estero. E non è una novità che molti di questi gruppi appartengano alla scena veneziana che, insieme a un festival sempre più riconosciuto, dimostra di essere una realtà solida e decisamente attiva. Tra questi nomi ne spunta uno che nell’ultimo lavoro ha portato il buio sulla laguna.

Si parla dei Destroy all Gondolas e del loro disco intitolato Laguna di Satana. Nei dieci pezzi che compongono l’album si ascolta hardcore con venature rock’n’roll. Insieme alla voce lontana e ossessiva si creano atmosfere oscure che danno vita ad un immaginario degno di un film dell’orrore. Sembra di averli davanti, questi piccoli mostri striscianti che provengono dall’acqua.

Venezia ha un colore diverso dal solito in questo disco, che solo chi la vive avrebbe potuto raccontarlo in questo modo. La band conferma in queste tracce una qualità e un’originalità avviata con “7” e “Blast Tapes“.

Anche loro sono assolutamente da non perdersi in live e, in generale, ai concerti bisogna andare sempre.

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Destroy All Gondolas – “Laguna di Satana”

Venezia Hardcore Fest 2017, la laguna suona forte

Prepara lo zaino, controlla che ci sia tutto. Ricordati di prendere un felpa, che se fa freddo è un casino. Fai la spesa, sei in ritardo, manca qualcosa. Il caldo è sempre una cosa triste.

Dopo essere arrivati a destinazione e aver consumato l’atteso “momento birretta” ci si sposta al Rivolta, centro sociale con sede a Marghera, per un evento che aspettavo già dall’anno scorso. Sì, sembravo un bambino nel parcheggio di Gardaland.

Il Venezia Hardcore Fest sta facendo parlare di sé da diverso tempo e ad ogni edizione dimostra di essere una realtà viva e attiva. Ogni anno la partecipazione è sempre in aumento e l’entusiasmo con cui si vive questa giornata è qualcosa di unico. Oltre a un sacco di band che si alternano su due palchi, all’interno della struttura vi sono numerose distro provenienti da tutta Italia e una rampa da skate per un contest che attira anche chi non è del settore.

La line-up, confermata qualche mese prima, riporta nomi giganti, sia del panorama nazionale che estero. E iniziare il festival alle quattro del pomeriggio con gli Slander vuol dire fare subito la guerra.

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La location è perfetta e lo spazio è stato sfruttato in modo ottimale, sia per i live che per i momenti di “pausa”. Tutto questo dimostra quanto amore ci sia dietro l’organizzazione del festival e quanta passione guida i ragazzi a migliorrsi ad ogni edizione, osando sempre più e offrendo uno show da ricordare.

Che poi è sempre bellissimo ritrovare amicizie e farne di nuove, spesso troppo lontane per vedersi di frequente e per bersi qualcosa assieme. Diventa anche un’occasione di scambio, di condivisione e di ritrovo per gli amanti di un genere che ha ancora tanto da dare e da dire, disco dopo disco.

Io e L’ORA  abbiamo ripreso pogo e risate, saluti e cose che la gente dice quando si fa tardi, ma ci piace così. Aspettiamo già il prossimo anno per tornarci e prendere altri adesivi.

Supportate la musica, gli spazi, i concerti.

Venezia Hardcore Fest 2017, la laguna suona forte

Venezia Hardcore Fest 2016, anche domani

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Zaino in spalle e si va, prono a tutto, un po’ come un boy scout che per la prima volta si addentra nel bosco. La curiosità e la voglia di iniziare l’avventura è più o meno quella e più ci si avvicina a destinazione, più si fatica a nascondere l’entusiasmo. Insomma, si è capito quanto ci tenessi a quell’appuntamento.

Per una sola volta all’anno si può assistere ad uno dei più grandi eventi indipendenti organizzati in Italia, che edizione dopo edizione sta riuscendo ad affermarsi sempre più. Si sta parlando del Venezia Hardcore Fest, breve ed intenso, giusto per lasciare il segno. Le cose belle, si sa, durano una notte soltanto.

Immensa, credo sia l’aggettivo adatto a descrivere la mia esperienza in quella data di festival. Non mi era mai capitato prima di incontrare una realtà così unita, dove si respira un’aria di supporto e condivisione. Venezia Hardcore CrewTrivel hanno organizzato una giornata di musica, di banchetti D.I.Y., di illustrazioni e skate. Questa è stata la mia prima edizione, immaginate.

In tutto hanno suonato circa una trentina di gruppi, italiani e non, facendo muovere un pubblico estremamente partecipe. E quindi è un continuo spostarsi, incontrando amici e facendo nuove conoscenze, tra le varie sale che hanno ospitato diverse sfumature di un mondo da scoprire e vivere. Diversi artisti hanno esposto le proprie opere, c’erano i vinili e le magliette, il banchetto di DIYsco, di Frammenti Di Un Cuore Esploso, di Epidemic Records, di Riots not Diets, di Sea Shepherd, di Essere Animali e tantissimi altri.

Spero che tutto ciò diventi un modello a cui ispirarsi e che nascano più spesso situazioni simili. Servono momenti di respiro come quello vissuto al Rivolta, nei quali si ha l’occasione di condividere le proprie battaglie, anche quando hanno la forma di una chitarra o un pennello. Che poi non esistono classifiche o persone migliori di altre.

Non ricordo le volte che ho provato a skaetare per poi finire rovinosamente a terra. Una maglietta di una distro recita: “This is more than music/ This is what we believe in“. Sarebbe possibile rifare tutto domani?

Venezia Hardcore Fest 2016, anche domani

Venezia Hardcore Fest 2016, piccoli mondi

Il 2016 non l’ho ancora capito. Va bene, siamo solo ad aprile e mica si riesce a prevedere come andranno le cose e l’oroscopo non è molto d’aiuto. Una piccola speranza fa sempre comodo, ma tocca accontentarsi. Non tutto è perduto e un grazie infinito va a chi permette di posticipare i grigi periodi di noia.

Parlando di certezze, quest’anno ci sarà la quarta edizione del Venezia Hardcore Fest e, visto quanto annunciato dai collettivi coinvolti nell’impresa, si prevede un mondo da condividere e vivere fino all’ultima iniziativa. Il tutto si svolgerà al Rivolta di Marghera (VE), una location che consente di ospitare e dare spazio a diverse realtà pronte a esprimersi e farsi conoscere. Insomma, non accade di certo tutti i giorni.

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Gli organizzatori rispondono al nome di TrivelVenezia Hardcore Crew, due garanzie per chi segue la scena e non vuole perdersi nemmeno un concerto. Ci saranno due palchi sui quali si esibiranno ventisette band, italiane e non. Oltre ad ascoltare un bel po’ di buona musica si ha la possibilità di acquistare merch e vinili, di assistere a folli tricks sulle rampe da skate e di ammirare le opere esposte nell’area illustrazioni.

Di eventi come questo si spera che ne nascano sempre più. Si sa, il circuito indipendente necessita di continuo e sincero supporto per continuare a farsi sentire. Il minimo è partecipare a queste proposte, portare la propria passione e mettersi in gioco. Sarà come sentirsi tutti un po’ uniti, sopra e sotto il palco, con le chitarre e con i pennelli.

Magari maggio illuminerà la strada a questo 2016 un po’ ambiguo. E magari troverò anche i dischi che cerco da tempo. In tutto questo non ho ancora capito quale sia il mio ascendente.

Venezia Hardcore Fest 2016, piccoli mondi

Zeit – “The World Is Nothing”

ZEIT - The World Is Nothing - Cover

Alcune volte capita di rimanere malinconici di fronte alla visione di ciò che ci circonda. Avere l’illusione di qualcosa di realmente palpabile, ma non vivibile pienamente. Un bel dipinto, ricco di belle storie ed eroi irraggiungibili, ma che si allontana ad ogni pennellata da ciò che funge da vera fonte di ispirazione. Bisogna immergersi nel buio per incontrare un piccolo lume di verità, comunque futile.

Dalla laguna giunge l’impatto violento degli Zeit che con il loro nuovo album dal titolo The World Is Nothing” dimostrano un potenziale davvero notevole. Si contano dieci canzoni, ognuna delle quali presenta sonorità aggressive e taglienti. La band non concede nemmeno una piccola presa di fiato, non si ha il tempo di mettere a fuoco cosa si ha intorno. Ritmi martellanti e riff vorticosi creano contribuiscono a creare una dimensione che inghiottisce ed oscura. La voce arriva in maniera diretta, affamata e pronta ad urlare liberamente il suo malessere. E non con la pretesa di far comprendere la propria condizione, quanto più per una liberazione, probabilmente illusoria, vana.

Il concept dell’album è espresso dal titolo stesso. Il gruppo veneziano immerge l’ascoltatore in una stanza di tormenti, in un tunnel di angosce e amara disillusione. Aprire gli occhi non serve a molto, si rischia solamente di sprofondare in quell’abisso tortuoso che la consapevolezza del nulla stende di fronte. Si conosce solo un artificio irreale, una costruzione che serve a rasserenare il cuore, a dare qualche speranza in più. Il niente, questo ci è dato comprendere, forse.

Gli Zeit hanno saputo condensare in dieci brani una visione della realtà sofferta, amareggiata. Il tutto accompagnato dalla passione e dalla voglia di trasmettere qualcosa. Trascinano, con estrema naturalezza. Un nome che ha tutte le carte per farsi conoscere sempre più.

Un circolo vizioso, nel quale non si riesce ad identificare un vero e proprio punto d’origine. Tutto ritorna, ritorna nel buio, quello intimo.

Zeit – “The World Is Nothing”