Lollollo Festival, se non vieni sei malamente

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Il 14 luglio si avvicina e questo significa una sola cosa: Lollollo Festival.

Finalmente sta per arrivare la prima edizione di qualcosa che a Brescia, purtroppo, ancora non si era visto. E non si tratta solo di musica, di birrette e di cose matte da scoprire.

Silvio, uno degli organizzatori, racconta di questa nuova situazione, del lavoro e della passione che fanno nascere certe bellezze.

Iniziamo a capire qualcosa in più di quello che avete organizzato. Da quali esigenze nasce il Lollollo Festival? Il vero motivo principale è che sono vecchio. E che dopo quindici anni a vedere festival in tutta Italia (svariate edizioni di antimtvday, Rottura del silenzio, Italian party e tanti altri che a cui ho – abbiamo – partecipato negli anni) mi sono reso conto che la cosa più figa di queste situazioni è sempre stata ritrovare amici da tutta Italia. Magari questa volta vengono loro da me.

Come sono nate le realtà che lo organizzano? Le tre realtà che organizzano questa edizione (siamo aperti a nuove collaborazioni in futuro, anzi, speriamo altri giovani ci aiuteranno già quest’autunno) sono molto diverse tra loro. La Muori dischi è un’etichetta indipendente collegata a uno dei gruppi del festival, i Buskers, che sono nostri grandi amici da anni. Gli Hooligans’n’Roses sono uno dei miei gruppi. Al momento, l’unico dei miei gruppi. E non vorrei peccare di mancanza di modestia, ma IL MIGLIOR GRUPPO SULLA SCENA NAZIONALE ODIERNA. Non ringrazierò mai abbastanza Elia per questa idea che si è inventato qualche anno fa. Brescia Molesta invece non è nulla, solo un gruppo di persone. Nell’ambiente “alternativo” qualcuno lo chiamerebbe “collettivo”, forse. In realtà si tratta solo di un gruppetto di amici che ha sempre viaggiato per vedersi concerti ovunque. Con grandi quantità di alcool al seguito, anche in forma solida come sapranno i seguaci delle caramelline di Krystian (fun fact: mi ha rubato l’idea, che avevo letto su internet. E l’ha portata a un altro livello). Ormai alcuni dei componenti vivono in giro per l’Italia o l’Europa (sì, Giordy e Krystian, sto parlando di voi) o hanno messo su famiglia. E forse il festival è anche un modo indiretto per ricreare quelle situazioni che abbiamo vissuto insieme mille volte e che adesso mi mancano. Un giorno riusciremo a organizzare una roba così figa che anche loro torneranno a vederla. Ci tengo a ringraziare alcune realtà bresciane che si sono dimostrate volenterose nel darci un aiuto concreto per la realizzazione del festival: Pixel, Officine Musicali, Black Rose Tattoo e Zero&Zero Shop. Si tratta di attività gestite da ragazzi (chi più, chi meno) i quali hanno dimostrato (anche in passato) di avere a cuore la vita culturale della nostra città. Perché sì, la musica è cultura, è aggregazione e, spero, un sacco di birrette vendute per pagare la prossima edizione.

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Di cosa ha bisogno Brescia a livello musicale? Di apertura mentale. Che detto da me può far ridere chi mi conosce. Nel 2010 ho scritto una canzone sull’argomento. Si chiamava “uccidere Obertini” e forse il titolo ha fatto in modo che venisse travisata leggermente. Comunque mi piace pensare che la differenza fondamentale tra il nostro festival e le altre serate della provincia è che abbiamo chiamato solo gente con cui abbiamo un rapporto di amicizia nato spesso in altri concerti. Lo volete chiamare mafia? Io la chiamo “umanità”, e questo secondo me manca spesso e si vede. Per farla breve e incompleta: se mi fai parlare col booking, da me non suoni.

Cosa si deve aspettare il pubblico da questo festival? Spero riesca a divertirsi anche solo un decimo di quanto mi diverto io nei festival di cui ho parlato prima. E che sia uno stimolo per salire in macchina per andare a un concerto. Se poi siete così presi bene da volerci aiutare, proponetevi.

E cosa si deve invece aspettare dal “gruppo segreto”? Di tutto e di più. È una “creazione” di Elia, io non so chi siano i componenti né cosa suonino. Spero ci sia almeno del sano stage diving. Un’ultima cosa: scusate per tutte queste parentesi.
Mi piacciono le parentesi.

Partecipare e supportare questo genere di realtà è un primo passo verso momenti di musica, di condivisione, di festa. Solo così gli spazi che viviamo possono tornare a proporre manifestazioni valide e avvicinare nuove persone e nuove idee.

Venite tutti.

Nel comunicato stampa del festival trovate anche tutte le band che suoneranno. Iniziate a imparare le canzoni.

Lollollo Festival, se non vieni sei malamente

Lollollo Festival

Segue comunicato stampa.

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La M.U.O.R.I. DischiBrescia Molesta e il gruppo Hooligans’n’Roses sono lieti di presentarvi il LOLLOLLO FESTIVAL.

Dopo le varie esperienze dirette come spettatori e come co-organizzatori di vari festival nel panorama musicale bresciano e non, queste tre realtà con dei nomi un po’ curiosi (un’etichetta indipendente, un collettivo che sostiene la buona musica e un gruppo musicale), si sono rese conto che mancava un festival e un’iniziativa musicale che rappresentasse i loro gusti. E da qui nasce quello che è il loro slogan:

“Visto che il festival che vorremmo non c’è, ce lo facciamo da soli”

Il LOLLOLLO FESTIVAL vuole dare visibilità alla realtà musicale bresciana underground e contemporaneamente portare a Brescia gruppi che, oltre ad avere un contatto umano, vero e diretto con gli organizzatori, il pubblico delle nostre zone non ha occasione di vedere e sentire spesso. Da Modena, Milano, Mantova e Brescia si alterneranno sui due palchi allestiti al Portobello Road Pub (una delle poche realtà che sostiene la musica in zona): LabradorsChampaaagneTacobellasMonsieur Gustavo BiscottiMalkovicAvocadozHooligans’n’RosesThe Buskers con l’intento di creare una nuova realtà, una nuova musica e una nuova dimensione per i musicisti che vogliono portare le proprie idee e la loro musica in giro per lo stivale. Missione impossibile? Secondo gli organizzatori è solo l’inizio; l’inizio di qualcosa di bello e sicuramente interessante.

 

Questo è l’invito che il LOLLOLLO FESTIVAL fa a tutte le persone che sono curiose, che amano la musica e che sostengono chi fa la Musica, quella vera.

Il Portobello Road Pub di Manerba del Garda è da anni punto di riferimento per chi vuole conoscere e apprezzare nuove sonorità, ed è stata la scelta naturale per la prima edizione di questo festival.

Il 14 luglio, dalle 18.30 fino a mezzanotte troverete questa buona musica, cibo, birra e ottime persone con cui potervi godere il LOLLOLLO FESTIVAL.

BANDE MUSICALI CHIAMATE IN CAUSA:

Labradors – Champaaagne – Avocadoz –  Tacobellas – Malkovic

SUPPORT:

Pixel Brescia – Zero & Zero Shop – Officine Musicali – Black Rose Tattoo Studio

Lollollo Festival

Primo Maggio Rock! Festival 2018

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PRIMO MAGGIO ROCK! FESTIVAL – LENO (Brescia)

http://www.associazionebaccano.it

http://www.facebook.com/pages/Primo-Maggio-Rock-Festival-Leno-Bs

Leno (BS), via Martin Luther King (Area ex-ippodromo Gino Vaia)

Entrata Gratuita

I CONCERTI

30 Aprile – dalle ore 21.00

PIETRO BERSELLI (Padova/Brescia)

PHILL REYNOLDS (Venezia)

1 Maggio – dalle ore 16.00

NARCOVAND’AGIO (Brescia)

GIVE VENT (Modena)

BUZZØØKO (Mantova)

FREEZ (Vicenza)

FUTBOLÍN (Verona)

THE PHYSICS HOUSE BAND (Brighton, UK)

Il Festival

Compie diciotto anni il Primo Maggio Rock! Festival di Leno, uno degli eventi musicali più longevi del territorio bresciano. Attivo dal lontano 2000, propone ancora una volta due giornate di musica live ad ingresso gratuito nella splendida cornice del parco comunale Gino Vaia, area ex-ippodromo di Leno (BS).

L’Associazione Baccano

Festeggia invece il decimo anno di attività l’Associazione Baccano, alla direzione del  Primo Maggio Rock! Festival dal 2009 e presente sul territorio lenese anche con altre iniziative quali il concorso per band under 21 IncontraRock e l’orto condiviso L’ho Fatto Bio.

Il programma 2018

La festa avrà inizio la sera del 30 Aprile e continuerà durante tutta la giornata del 1° Maggio.

30 Aprile

Il 30 aprile l’evento inizierà alle 18.00: per gli avventori sarà possibile godersi un aperitivo nel prato e cenare con in sottofondo una selezione musicale eclettica a cura del resident DJ BICIO. A seguire PIETRO BERSELLI, cantautore bresciano dalle sonorità post rock, che per l’occasione proporrà in uno show acustico i brani dell’album “Orfeo l’ha fatto apposta“. Spetterà poi allo storyteller PHILL REYNOLDS il compito di continuare questa serata cantautoriale. Dietro a questo nome si nasconde Silva Cantele, già chitarrista di Miss Chain & the Broken Heels e autore di brani dalla forte impronta folk e blues, rimescolati in un sound contemporaneo tra Micah P. Hinson e il primo Bon Iver.

1 Maggio

La festa proseguirà nel pomeriggio del Primo Maggio con la possibilità di pranzare in loco dalle 12.00 e l’apertura della MOSTRA!MERCATO. Sarà questa seconda giornata a dettare ancora una volta la linea più elettrica del festival che vedrà sei diversi artisti darsi il cambio sul palco.

Ad aprire le danze sarà il trio bresciano NARCOVAND’AGIO, pronti a suonare il loro nuovo album in uscita proprio a Maggio. Gli amanti di cambi di tempo e sonorità in continua evoluzione avranno modo di apprezzare il loro post punk sperimentale. A seguire il folk punk di GIVE VENT, cantautore modenese che all’attivo conta un EP e un disco, entrambi rilasciati da diNotte Records. Scalderanno i motori in attesa della serata i BUZZØØKO, noise blues alla Jesus Lizars, autori di un live infuocato in grado di reggere il confronto con i migliori One Dimensional Man (quelli di “You Kill Me”). A un anno di distanza dal loro primo album “Giza” i mantovani contano un numero non indifferente di live grazie ai quali hanno fatto conoscere il proprio sound in tutta Italia. Chiudono i concerti pomeridiani i FREEZ, giovanissima garage rock band di Schio (Vicenza) che potrebbe essere la vera sorpresa del festival. Reduci da un tour francese, vengono dipinti dalla critica come la nuova voce dello Slacker Rock italiano.

Nella serata il ritmo non accennerà a rallentare. Aprono le danze i FUTBOLÍN, autori di sonorità screamo post punk targate Verona. A gennario 2018 hanno pubblicato la loro seconda fatica, dal titolo “Shy Guys, Malmo Days” con la quale hanno ottenuto un sound più elaborato, mantenendo però la firma che li contraddistingue. Saranno sul palco del Primo Maggio Rock! Festival reduci da un tour che li condurrà in tutte le maggiori capitali europee, da Berlino a Parigi, da Milano ad Amsterdam.

Clou della serata ed attessimo evento di questa edizione sarà l’esibizione dei THE PHYSICS HOUSE BAND, da Brighton (UK). La band ha all’attivo due album, di cui l’ultimo da poco ristampato in una versione deluxe per il World Record Store Day. Dopo aver portato la propria musica in tour accanto a nomi del calibro di Alt-j, Jaga Jazzist e 65daysofstathic, il trio farà tappa a Leno prima di salire sul main stage di diversi eventi internazionali. Il The Guardian li ha definiti “la tempesta perfetta di rock, prog, psych, cosmic, tech metal e jazz fusion”. Giovanissimi e in grado di creare un live prorompente che ha stupito gli addetti ai lavori dei principali festival europei, il loro sound è in grado di mettere d’accordo i vecchi fan del jazz fusion alla Mahavishnu Orchestra, gli appassionati del math rock più rumoroso e i fan dei Mars Vota. “The first rule of The Physics House Band is there are no rules” (The Indipendent).

Non solo musica

Oltre alla proposta musicale verranno allestiti gli abituali stand gastronomici (cucina, bar e birreria) e la mostra mercato in cui saranno presenti stand di prodotti handmade, vintage, libri e musica. Anche quest’anno viene rinnovata la collaborazione con Pianeta Filofilo che proporrà una gustosa selezione di piati vegani e vegetariani e con Mister O per la preparazione di cocktail e aperitivi.

Primo Maggio Rock! Festival 2018

Punk Rock Holiday 1.6, creste e cose punk

Era una mattina un po’ diversa dalle altre, forse per il caldo clemente o per non aver bevuto il mio solito caffé. La sveglia ha suonato presto, giusto il tempo di indossare qualcosa e via a prendere il treno che da Brescia mi avrebbe portato a Verona. Dopo aver incontrato i miei compagni di viaggio ci siamo diretti alla volta di Tolmin, graziosa città slovena avvolta dalle montagne.

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Esattamente in quel piccolo angolo di paradiso si sarebbe svolto il tanto atteso Punk Rock Holiday, un festival che sta vedendo sempre più partecipanti provenienti da tutto il mondo. Ad ogni edizione offre uno show unico, con band storiche e di fama mondiale che per cinque giorni si alternano su due diversi palchi all’interno dell’area. Durante il pomeriggio i musicisti si esibiscono al Beach Stage, le cui rive sono bagnate dai fiumi TolminkaSoca. Al calare del sole si accendono le luci del Main Stage e via che partono chitarre, braccia al cielo, circle pit vorticosi e delle volte anche qualche birretta. E per gli amanti dello stage diving c’è la libertà di lanciarsi su una folla di cui ci si può fidare ciecamente.

Il festival ospita inoltre una realtà culturale d.i.y. non indifferente, dando spazio a diversi banchetti di cose autoprodotte, a rampe si skate, a cibi per tutti i palati e alle etichette più gettonate. Qualche distro in più avrebbe decisamente fatto del bene all’animo dei collezionisti, un po’ meno ai loro portafogli. Mica si può avere tutto dalla vita, no?

Parlando di line-up, quest’anno è stata varia e coinvolgente. Le band hanno saputo intrattenere un pubblico caldo e pronto a cantare tutte le canzoni proposte. Lagwagon Sick Of It All hanno avuto il compito di inaugurare il fest e sono riusciti ad offire un assaggio del livello che si incontrerà nelle serate successive. Sul palco principale di passano il testimone gli italiani Edward In Venice, i tecnicissimi A Wilhelm Scream, i sempre giovani Nofx, fino a band come Iron ReaganDeez NutsAuthority ZeroMuncie GirlsAgnostic FrontTotal Chaos No Fun At All. In mezzo a tanti suoni più o meno giovani hanno suonato gruppi storici come FlagDescendents, dimostrandosi sempre attuali nonostante qualche capello bianco. Il punk è anche questo, ricordiamocelo.

Il tiro è stato alto anche al Beach Stage, consigliatissimo per gli amanti dell’hardcore melodico. Notevoli i live di Ants!The Human ProjectFat RandallSuch Gold, capaci di accendere il pubblico come pochi. Non sono mancati nomi italiani come X-State Ride Thanx 4 All The Shoes, entrambi delle bellissime e piacevoli scoperte. E poi si sa, ormai gli Slander sono una garanzia e una realtà affermata che non ha bisogno di presentazioni. Sono sicuro che chi era presente un po’ vorrebbe rivedere quella caciara che solo i veneziani sanno dar vita.

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Ammetto che moltissimi musicisti non li conoscevo e questa avventura mi ha fatto scoprire realtà che non hanno tardato a finire nella playlist della mia auto. Tutto questo è merito della mia compagnia di viaggio, di Laura e Francesco di Frammenti Di Un Cuore Esploso, di Luca dei LaDeriva, di Elvira e Fra di Sonatine Produzioni e del mio “coinquilino per sei giorni” Davide. E le nuove conoscenze sono state infinite, chi da Torino, da Verona, da Roma o da Napoli come Alessandro e Laura, entrambi di Cattivi Guagliuni. Bisogna scriverlo forte ovunque, il punk è anche questo.

Delle gironate così non capitano ogni week-end, purtroppo. E credo che tutti avrebbero voluto trascorrere un’altra settimana di festa, di nuove amicizie, di musica e tanto divertimento. Succede che si ritorna e ci sono le responsabilità e il lavoro, le solite facce e quella maledetta routine che non si decide mai a cambiare. E ci sarebbe anche un esame da preparare, lo dice il calendario.

Punk Rock Holiday 1.6, creste e cose punk

Venezia Hardcore Fest 2016, anche domani

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Zaino in spalle e si va, prono a tutto, un po’ come un boy scout che per la prima volta si addentra nel bosco. La curiosità e la voglia di iniziare l’avventura è più o meno quella e più ci si avvicina a destinazione, più si fatica a nascondere l’entusiasmo. Insomma, si è capito quanto ci tenessi a quell’appuntamento.

Per una sola volta all’anno si può assistere ad uno dei più grandi eventi indipendenti organizzati in Italia, che edizione dopo edizione sta riuscendo ad affermarsi sempre più. Si sta parlando del Venezia Hardcore Fest, breve ed intenso, giusto per lasciare il segno. Le cose belle, si sa, durano una notte soltanto.

Immensa, credo sia l’aggettivo adatto a descrivere la mia esperienza in quella data di festival. Non mi era mai capitato prima di incontrare una realtà così unita, dove si respira un’aria di supporto e condivisione. Venezia Hardcore CrewTrivel hanno organizzato una giornata di musica, di banchetti D.I.Y., di illustrazioni e skate. Questa è stata la mia prima edizione, immaginate.

In tutto hanno suonato circa una trentina di gruppi, italiani e non, facendo muovere un pubblico estremamente partecipe. E quindi è un continuo spostarsi, incontrando amici e facendo nuove conoscenze, tra le varie sale che hanno ospitato diverse sfumature di un mondo da scoprire e vivere. Diversi artisti hanno esposto le proprie opere, c’erano i vinili e le magliette, il banchetto di DIYsco, di Frammenti Di Un Cuore Esploso, di Epidemic Records, di Riots not Diets, di Sea Shepherd, di Essere Animali e tantissimi altri.

Spero che tutto ciò diventi un modello a cui ispirarsi e che nascano più spesso situazioni simili. Servono momenti di respiro come quello vissuto al Rivolta, nei quali si ha l’occasione di condividere le proprie battaglie, anche quando hanno la forma di una chitarra o un pennello. Che poi non esistono classifiche o persone migliori di altre.

Non ricordo le volte che ho provato a skaetare per poi finire rovinosamente a terra. Una maglietta di una distro recita: “This is more than music/ This is what we believe in“. Sarebbe possibile rifare tutto domani?

Venezia Hardcore Fest 2016, anche domani

Venezia Hardcore Fest 2016, piccoli mondi

Il 2016 non l’ho ancora capito. Va bene, siamo solo ad aprile e mica si riesce a prevedere come andranno le cose e l’oroscopo non è molto d’aiuto. Una piccola speranza fa sempre comodo, ma tocca accontentarsi. Non tutto è perduto e un grazie infinito va a chi permette di posticipare i grigi periodi di noia.

Parlando di certezze, quest’anno ci sarà la quarta edizione del Venezia Hardcore Fest e, visto quanto annunciato dai collettivi coinvolti nell’impresa, si prevede un mondo da condividere e vivere fino all’ultima iniziativa. Il tutto si svolgerà al Rivolta di Marghera (VE), una location che consente di ospitare e dare spazio a diverse realtà pronte a esprimersi e farsi conoscere. Insomma, non accade di certo tutti i giorni.

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Gli organizzatori rispondono al nome di TrivelVenezia Hardcore Crew, due garanzie per chi segue la scena e non vuole perdersi nemmeno un concerto. Ci saranno due palchi sui quali si esibiranno ventisette band, italiane e non. Oltre ad ascoltare un bel po’ di buona musica si ha la possibilità di acquistare merch e vinili, di assistere a folli tricks sulle rampe da skate e di ammirare le opere esposte nell’area illustrazioni.

Di eventi come questo si spera che ne nascano sempre più. Si sa, il circuito indipendente necessita di continuo e sincero supporto per continuare a farsi sentire. Il minimo è partecipare a queste proposte, portare la propria passione e mettersi in gioco. Sarà come sentirsi tutti un po’ uniti, sopra e sotto il palco, con le chitarre e con i pennelli.

Magari maggio illuminerà la strada a questo 2016 un po’ ambiguo. E magari troverò anche i dischi che cerco da tempo. In tutto questo non ho ancora capito quale sia il mio ascendente.

Venezia Hardcore Fest 2016, piccoli mondi