Carlo Corallo – “Can’tautorato”

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Ho avuto modo di dirlo in precedenza e si presenta un’ottima occasione per ribadirlo: Carlo Corallo è l’artista di cui avevamo bisogno.

Andrei oltre la questione puramente legata al genere musicale. Ha dimostrato in ognuno dei suoi lavori quanto fosse il valore aggiunto all’interno della scena rap italiana. Tecnica, contenuto, stile, flow, immaginario. Devo continuare?

È arrivato un nuovo disco. Si intitola Can’tautorato.

Questo album è l’ennesima conferma di un talento raro. Carlo Corallo è musicista, autore, storyteller, rapper. Scrittore, si può dire. Si è fatto conoscere in A luce spenta avrai paura dei fantasmi, poi capirai che anche la luce è uno spettro e nell’EP Dei comuni. Suoni caldi, parole in grado di evocare paesaggi e momenti quotidiani. Si respira l’aria della Sicilia, i profumi dei suoi frutti. Racconta di incontri che avvengono in città, nei bar silenziosi quando fuori piove e c’è solo lei di fronte.

Con Carlo Corallo si ascolta qualcosa di letterario. Gioca con le parole come se le avesse inventate lui. Le dispone con una dolcezza e una maestria degne dei grandi autori, quelli che si studiano sui libri di scuola e negli atenei universitari. C’è poesia nei suoi testi, amplificata da tecnicismi che non sono mai pesanti o noiosi. Insomma, gli incastri non sono un esercizio di stile per dimostrare che anche lui sa scrivere le rime. È qualcosa di più, qualcosa di così naturale che se non ci fosse non sarebbe Carlo Corallo. E chi ha avuto modo di seguire il suo percorso artistico ha capito questo suo tratto naturale.

Can’tautorato” propone un sound nuovo, pur mantenendo i rapporti con le origini e le melodie “classiche” dell’hip-hop. Si aggiunge altro. Il pianoforte, quel bellissimo pianoforte sempre presente, guida a un ascolto dolce quanto una carezza. In certi passaggi sembra quasi di avere un dialogo con il musicista, per l’aria intima che si respira. Immaginatevi di trovarvi a un tavolo con lui e di potervi confidare. Mi piace pensare che tante delle sue tracce siano state scritte a seguito di questi colloqui isolati.

Il suo lavoro impressiona per l’umiltà e l’onestà con cui si fa conoscere. Non ha bisogno di crearsi un personaggio, di millantare ricchezze o una vita lussuosa per ottenere l’attenzione dell’ascoltatore. Sono le rime che parlano per lui.

Ancora una volta Carlo Corallo dà dignità al rap. Gli conferisce una nota poetica forte, elegante. Lo eleva.

Già si aspetta il prossimo lavoro.

 

Carlo Corallo – “Can’tautorato”

La Petite Mort / Little Death – “Dear Reader..”

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Voci dicono che la nuova stagione porterà tanti concerti in cui i protagonisti saranno gruppi davvero curiosi e che non si vedono spesso dalle nostre parti. Diciamo che questo potrebbe essere un piccolo indizio.

Si parte con una band tedesca, i La Petite Mort / Little Death e con il loro album Dear Reader... Nonostante il disco in questione risalga al 2015, suona più “fresco” di tanto materiale che esce costantemente.

Il gruppo propone sonorità screamo dirette, veloci e influenzate da diversi generi. Qualche intro presenta elementi post-punk, passando poi a parti più ritmate che ricordano i nostri affezionati Futbolìn, aggiungendo un tocco atmosferico che dà spessore al pezzo. Nel complesso si ascolta qualcosa di valido, di promettente anche dalla resa live. Si vuole ascoltare la stessa grinta e soprattutto quel bellissimo pezzo che si intitola “Paper Is Patient“. Questa canzone è entrata di diritto nella categoria “ascolti in loop fino a tempo indeterminato”.

Pagina Bandcamp: https://lapetitemortlittledeath.bandcamp.com/album/dear-reader

Non volevo spoilerare, davvero.

La Petite Mort / Little Death – “Dear Reader..”

Lollollo Festival, se non vieni sei malamente

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Il 14 luglio si avvicina e questo significa una sola cosa: Lollollo Festival.

Finalmente sta per arrivare la prima edizione di qualcosa che a Brescia, purtroppo, ancora non si era visto. E non si tratta solo di musica, di birrette e di cose matte da scoprire.

Silvio, uno degli organizzatori, racconta di questa nuova situazione, del lavoro e della passione che fanno nascere certe bellezze.

Iniziamo a capire qualcosa in più di quello che avete organizzato. Da quali esigenze nasce il Lollollo Festival? Il vero motivo principale è che sono vecchio. E che dopo quindici anni a vedere festival in tutta Italia (svariate edizioni di antimtvday, Rottura del silenzio, Italian party e tanti altri che a cui ho – abbiamo – partecipato negli anni) mi sono reso conto che la cosa più figa di queste situazioni è sempre stata ritrovare amici da tutta Italia. Magari questa volta vengono loro da me.

Come sono nate le realtà che lo organizzano? Le tre realtà che organizzano questa edizione (siamo aperti a nuove collaborazioni in futuro, anzi, speriamo altri giovani ci aiuteranno già quest’autunno) sono molto diverse tra loro. La Muori dischi è un’etichetta indipendente collegata a uno dei gruppi del festival, i Buskers, che sono nostri grandi amici da anni. Gli Hooligans’n’Roses sono uno dei miei gruppi. Al momento, l’unico dei miei gruppi. E non vorrei peccare di mancanza di modestia, ma IL MIGLIOR GRUPPO SULLA SCENA NAZIONALE ODIERNA. Non ringrazierò mai abbastanza Elia per questa idea che si è inventato qualche anno fa. Brescia Molesta invece non è nulla, solo un gruppo di persone. Nell’ambiente “alternativo” qualcuno lo chiamerebbe “collettivo”, forse. In realtà si tratta solo di un gruppetto di amici che ha sempre viaggiato per vedersi concerti ovunque. Con grandi quantità di alcool al seguito, anche in forma solida come sapranno i seguaci delle caramelline di Krystian (fun fact: mi ha rubato l’idea, che avevo letto su internet. E l’ha portata a un altro livello). Ormai alcuni dei componenti vivono in giro per l’Italia o l’Europa (sì, Giordy e Krystian, sto parlando di voi) o hanno messo su famiglia. E forse il festival è anche un modo indiretto per ricreare quelle situazioni che abbiamo vissuto insieme mille volte e che adesso mi mancano. Un giorno riusciremo a organizzare una roba così figa che anche loro torneranno a vederla. Ci tengo a ringraziare alcune realtà bresciane che si sono dimostrate volenterose nel darci un aiuto concreto per la realizzazione del festival: Pixel, Officine Musicali, Black Rose Tattoo e Zero&Zero Shop. Si tratta di attività gestite da ragazzi (chi più, chi meno) i quali hanno dimostrato (anche in passato) di avere a cuore la vita culturale della nostra città. Perché sì, la musica è cultura, è aggregazione e, spero, un sacco di birrette vendute per pagare la prossima edizione.

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Di cosa ha bisogno Brescia a livello musicale? Di apertura mentale. Che detto da me può far ridere chi mi conosce. Nel 2010 ho scritto una canzone sull’argomento. Si chiamava “uccidere Obertini” e forse il titolo ha fatto in modo che venisse travisata leggermente. Comunque mi piace pensare che la differenza fondamentale tra il nostro festival e le altre serate della provincia è che abbiamo chiamato solo gente con cui abbiamo un rapporto di amicizia nato spesso in altri concerti. Lo volete chiamare mafia? Io la chiamo “umanità”, e questo secondo me manca spesso e si vede. Per farla breve e incompleta: se mi fai parlare col booking, da me non suoni.

Cosa si deve aspettare il pubblico da questo festival? Spero riesca a divertirsi anche solo un decimo di quanto mi diverto io nei festival di cui ho parlato prima. E che sia uno stimolo per salire in macchina per andare a un concerto. Se poi siete così presi bene da volerci aiutare, proponetevi.

E cosa si deve invece aspettare dal “gruppo segreto”? Di tutto e di più. È una “creazione” di Elia, io non so chi siano i componenti né cosa suonino. Spero ci sia almeno del sano stage diving. Un’ultima cosa: scusate per tutte queste parentesi.
Mi piacciono le parentesi.

Partecipare e supportare questo genere di realtà è un primo passo verso momenti di musica, di condivisione, di festa. Solo così gli spazi che viviamo possono tornare a proporre manifestazioni valide e avvicinare nuove persone e nuove idee.

Venite tutti.

Nel comunicato stampa del festival trovate anche tutte le band che suoneranno. Iniziate a imparare le canzoni.

Lollollo Festival, se non vieni sei malamente

Lollollo Festival

Segue comunicato stampa.

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La M.U.O.R.I. DischiBrescia Molesta e il gruppo Hooligans’n’Roses sono lieti di presentarvi il LOLLOLLO FESTIVAL.

Dopo le varie esperienze dirette come spettatori e come co-organizzatori di vari festival nel panorama musicale bresciano e non, queste tre realtà con dei nomi un po’ curiosi (un’etichetta indipendente, un collettivo che sostiene la buona musica e un gruppo musicale), si sono rese conto che mancava un festival e un’iniziativa musicale che rappresentasse i loro gusti. E da qui nasce quello che è il loro slogan:

“Visto che il festival che vorremmo non c’è, ce lo facciamo da soli”

Il LOLLOLLO FESTIVAL vuole dare visibilità alla realtà musicale bresciana underground e contemporaneamente portare a Brescia gruppi che, oltre ad avere un contatto umano, vero e diretto con gli organizzatori, il pubblico delle nostre zone non ha occasione di vedere e sentire spesso. Da Modena, Milano, Mantova e Brescia si alterneranno sui due palchi allestiti al Portobello Road Pub (una delle poche realtà che sostiene la musica in zona): LabradorsChampaaagneTacobellasMonsieur Gustavo BiscottiMalkovicAvocadozHooligans’n’RosesThe Buskers con l’intento di creare una nuova realtà, una nuova musica e una nuova dimensione per i musicisti che vogliono portare le proprie idee e la loro musica in giro per lo stivale. Missione impossibile? Secondo gli organizzatori è solo l’inizio; l’inizio di qualcosa di bello e sicuramente interessante.

 

Questo è l’invito che il LOLLOLLO FESTIVAL fa a tutte le persone che sono curiose, che amano la musica e che sostengono chi fa la Musica, quella vera.

Il Portobello Road Pub di Manerba del Garda è da anni punto di riferimento per chi vuole conoscere e apprezzare nuove sonorità, ed è stata la scelta naturale per la prima edizione di questo festival.

Il 14 luglio, dalle 18.30 fino a mezzanotte troverete questa buona musica, cibo, birra e ottime persone con cui potervi godere il LOLLOLLO FESTIVAL.

BANDE MUSICALI CHIAMATE IN CAUSA:

Labradors – Champaaagne – Avocadoz –  Tacobellas – Malkovic

SUPPORT:

Pixel Brescia – Zero & Zero Shop – Officine Musicali – Black Rose Tattoo Studio

Lollollo Festival

Primo Maggio Rock! Festival 2018

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PRIMO MAGGIO ROCK! FESTIVAL – LENO (Brescia)

http://www.associazionebaccano.it

http://www.facebook.com/pages/Primo-Maggio-Rock-Festival-Leno-Bs

Leno (BS), via Martin Luther King (Area ex-ippodromo Gino Vaia)

Entrata Gratuita

I CONCERTI

30 Aprile – dalle ore 21.00

PIETRO BERSELLI (Padova/Brescia)

PHILL REYNOLDS (Venezia)

1 Maggio – dalle ore 16.00

NARCOVAND’AGIO (Brescia)

GIVE VENT (Modena)

BUZZØØKO (Mantova)

FREEZ (Vicenza)

FUTBOLÍN (Verona)

THE PHYSICS HOUSE BAND (Brighton, UK)

Il Festival

Compie diciotto anni il Primo Maggio Rock! Festival di Leno, uno degli eventi musicali più longevi del territorio bresciano. Attivo dal lontano 2000, propone ancora una volta due giornate di musica live ad ingresso gratuito nella splendida cornice del parco comunale Gino Vaia, area ex-ippodromo di Leno (BS).

L’Associazione Baccano

Festeggia invece il decimo anno di attività l’Associazione Baccano, alla direzione del  Primo Maggio Rock! Festival dal 2009 e presente sul territorio lenese anche con altre iniziative quali il concorso per band under 21 IncontraRock e l’orto condiviso L’ho Fatto Bio.

Il programma 2018

La festa avrà inizio la sera del 30 Aprile e continuerà durante tutta la giornata del 1° Maggio.

30 Aprile

Il 30 aprile l’evento inizierà alle 18.00: per gli avventori sarà possibile godersi un aperitivo nel prato e cenare con in sottofondo una selezione musicale eclettica a cura del resident DJ BICIO. A seguire PIETRO BERSELLI, cantautore bresciano dalle sonorità post rock, che per l’occasione proporrà in uno show acustico i brani dell’album “Orfeo l’ha fatto apposta“. Spetterà poi allo storyteller PHILL REYNOLDS il compito di continuare questa serata cantautoriale. Dietro a questo nome si nasconde Silva Cantele, già chitarrista di Miss Chain & the Broken Heels e autore di brani dalla forte impronta folk e blues, rimescolati in un sound contemporaneo tra Micah P. Hinson e il primo Bon Iver.

1 Maggio

La festa proseguirà nel pomeriggio del Primo Maggio con la possibilità di pranzare in loco dalle 12.00 e l’apertura della MOSTRA!MERCATO. Sarà questa seconda giornata a dettare ancora una volta la linea più elettrica del festival che vedrà sei diversi artisti darsi il cambio sul palco.

Ad aprire le danze sarà il trio bresciano NARCOVAND’AGIO, pronti a suonare il loro nuovo album in uscita proprio a Maggio. Gli amanti di cambi di tempo e sonorità in continua evoluzione avranno modo di apprezzare il loro post punk sperimentale. A seguire il folk punk di GIVE VENT, cantautore modenese che all’attivo conta un EP e un disco, entrambi rilasciati da diNotte Records. Scalderanno i motori in attesa della serata i BUZZØØKO, noise blues alla Jesus Lizars, autori di un live infuocato in grado di reggere il confronto con i migliori One Dimensional Man (quelli di “You Kill Me”). A un anno di distanza dal loro primo album “Giza” i mantovani contano un numero non indifferente di live grazie ai quali hanno fatto conoscere il proprio sound in tutta Italia. Chiudono i concerti pomeridiani i FREEZ, giovanissima garage rock band di Schio (Vicenza) che potrebbe essere la vera sorpresa del festival. Reduci da un tour francese, vengono dipinti dalla critica come la nuova voce dello Slacker Rock italiano.

Nella serata il ritmo non accennerà a rallentare. Aprono le danze i FUTBOLÍN, autori di sonorità screamo post punk targate Verona. A gennario 2018 hanno pubblicato la loro seconda fatica, dal titolo “Shy Guys, Malmo Days” con la quale hanno ottenuto un sound più elaborato, mantenendo però la firma che li contraddistingue. Saranno sul palco del Primo Maggio Rock! Festival reduci da un tour che li condurrà in tutte le maggiori capitali europee, da Berlino a Parigi, da Milano ad Amsterdam.

Clou della serata ed attessimo evento di questa edizione sarà l’esibizione dei THE PHYSICS HOUSE BAND, da Brighton (UK). La band ha all’attivo due album, di cui l’ultimo da poco ristampato in una versione deluxe per il World Record Store Day. Dopo aver portato la propria musica in tour accanto a nomi del calibro di Alt-j, Jaga Jazzist e 65daysofstathic, il trio farà tappa a Leno prima di salire sul main stage di diversi eventi internazionali. Il The Guardian li ha definiti “la tempesta perfetta di rock, prog, psych, cosmic, tech metal e jazz fusion”. Giovanissimi e in grado di creare un live prorompente che ha stupito gli addetti ai lavori dei principali festival europei, il loro sound è in grado di mettere d’accordo i vecchi fan del jazz fusion alla Mahavishnu Orchestra, gli appassionati del math rock più rumoroso e i fan dei Mars Vota. “The first rule of The Physics House Band is there are no rules” (The Indipendent).

Non solo musica

Oltre alla proposta musicale verranno allestiti gli abituali stand gastronomici (cucina, bar e birreria) e la mostra mercato in cui saranno presenti stand di prodotti handmade, vintage, libri e musica. Anche quest’anno viene rinnovata la collaborazione con Pianeta Filofilo che proporrà una gustosa selezione di piati vegani e vegetariani e con Mister O per la preparazione di cocktail e aperitivi.

Primo Maggio Rock! Festival 2018

Montauk – “Vacanza/Gabbia”

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Volevo fare in modo che le nuove recensioni fossero forti, un’entrata in scena di quelle che ti fanno saltare dalla poltrona e si stappa una birra per la felicità. Volevo far sapere che si scrive anche in inverno, ma ho deciso che forse sarebbe meglio far parlare la loro musica. Sì, mi hanno preceduto.

Loro sono i Montauk Vacanza/Gabbia” è un disco che entra a gamba tesa in testa e dove esce la voce per cantare.

Come ricordano questi ragazzi bolognesi, il nome della band si ispira alla spiaggia che si vede nel film “Eternal Sunshine of a Spotless Mind“. Ecco, loro sono quella malinconia che vuole riscattarsi, costretta però a tornare nello stesso spazio sabbioso dove il mare cancella i messaggi a riva. Eppure sembrava tutto lì a portata di mano, tutto facile prima che le cose prendessero una piega insolita, surreale sotto certi aspetti.

I pezzi che compongono il disco sono influenzati da diverse sonorità. Si incontrano momenti post-punk, noise, emo e quella sfumatura pop, un po’ dolce e per niente fastidiosa. I ragazzi hanno un sound deciso, emozionante e che riesce a rendere palpabili le immagini descritte nei testi. Ci si ritrova a Montauk con quei momenti tra le dita che hanno il sapore di sigarette e città.

Recentemente è uscita una versione tape di questo disco, averle entrambe farebbe solo del bene al mondo.

Le prossime ferie sono in quella spiaggia.

Montauk – “Vacanza/Gabbia”

Tutte Le Cose Inutili – Manifesto

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Arriverà quel momento in cui ce lo chiederai, ti verrà spontaneo fare questa domanda. Chi sono le cose inutili, perché è il nome che abbiamo scelto per voltarci quando ci chiamate, perché quelle quattro parole insignificanti sono diventate per noi un nome, un indirizzo, un luogo verso cui correre, e un luogo a cui tornare sempre, se l’abbiamo rubato dal verso di una canzone dei Massimo Volume, o da una citazione di Oscar Wilde, se mi è caduto sulla testa una mattina che camminavo verso l’università, o forse mangiavo, o forse sognavo, o forse scrivevo una lista di persone o luoghi da esorcizzare, scrivevo di addormentarmi qui e svegliarmi altrove, o forse scrivevo pensando così di farti male. Inutile è un’etichetta che diamo alle cose, quando non ci servono o non ci piacciono. Inutile sarà sempre per te, adesso; non sarà mai per il mondo, sempre. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, le canzoni tremende che passano alla radio e che diventano, senza volerlo, la colonna sonora di un amore che nasce improvvisamente, quando vuole lui, come lo scoppio di una lampadina. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, i temporali infiniti e freddi e bui attraverso il quale cammini, calmo, vestito e bagnato da una bella notizia. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, le strade sterrate e non battute che ti salvano la vita. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, quando si parla d’amore a costo di sembrare ridicoli. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, i gesti di affetto quotidiani che chi ti sta vicino ti regala, quelli a cui sei abituato ed assuefatto, che quando mancheranno ti faranno crollare ad ogni passo. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, tutte le persone che salgono, anche solo per una fermata, sul tuo treno. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, i segni che ci lasciano su quel treno, a volte non se ne vanno mai. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, quando parli e nessuno ti ascolta, ma se fai attenzione, qualcuno, a volte, sente. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, quei momenti in cui vai contro, contro l’opinione delle persone, contro la logica, contro la fisica, contro la storia, sono quei momenti in cui la tua anima esplode. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, i sogni a cui ti aggrappi, e che rincorrerai tutta la vita anche quando li vedrai frantumarsi ai tuoi piedi. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, dieci ore di macchina per fare per un’ora una cosa che ami. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, quando aspetti che qualcosa accada e non accade; quando ti accorgi che la vita è stata programmata per sorprenderti. Tutte le cose inutili sono, ad esempio, tutti i soldi che avevamo, spesi in una sera, le rampe di scale che ho fatto perché non sapevo a che piano abitavi, quel quaderno pieno di canzoni scritte a sette anni che darei indietro la metà dei miei ricordi per averlo in cambio, sono le serate a vedere l’alba con gli amici e con le birre, sono il cuore in gola dopo una corsa, dopo una vittoria, dopo un esame, dopo una foto, dopo un abbraccio. Tutte le cose inutili sono i dettagli su cui ti soffermi quando gli altri passano oltre, i momenti in cui scegli una strada invece di un altra, i momenti che per qualcuno sono attimi e per te sono ore, tutte le cose che ti perdi quando chiudi per un attimo gli occhi ogni cinque secondi. Una scritta sul muro, un concerto, una lettera, un pianto, le parole e gli sguardi che ti cambiano la vita.

Tutte Le Cose Inutili sono un duo toscano che fa Cantautorato Punk. Lo fa da cinque anni sui palchi di tutta Italia. Il nuovo disco “Non ti preoccupare” esce il 26 gennaio per Black Candy Records, edizioni Warner.

Tutte Le Cose Inutili – Manifesto