Non sta andando tutto bene, intanto ascoltiamo nuova musica

Il mondo della musica, indipendente e non, ha subito un duro colpo durante questa emergenza. Dagli artisti ai tecnici, nessuno è stato risparmiato e rialzarsi sarà un’impresa ardua. A chi mancano gli amici sotto il palco, i banchetti, i festival che non dovrebbero mai finire?

“Lo spirito continua” dicevano i Negazione e al momento non ci resta che crederci davvero. E proprio per questo motivo è doveroso segnalare qualche dischetto uscito durante la quarantena. Un tridente tutto italiano che

L’Oceano Sopra – “Kéreon”

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Ne sentirete parlare. Speriamo presto.

L’Oceano Sopra è un progetto che ritorna con un album diretto, devastante. Già dalle prime note si capisce che il ritmo è da guerra, incalzante e non intende lasciare nemmeno un secondo di pausa. I testi sono introspettivi e le parole cavalcano una corrente di suoni che cresce di intensità. Si viene proiettati in un mare in tempesta, che non si ferma e rompe la pancia delle navi.

Kéreon sono le onde contro gli scogli.  Promosso a pieni voti, ancora.

O – “Antropocene”

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Amanti del black metal unitevi.

O è una garanzia nella musica oscura italiana e Antropocene conferma lo spirito della band di Biella. In questa seconda tappa del loro viaggio, i ragazzi creano un’atmosfera decisamente più opprimente, da togliere il fiato per lo spessore della sonorità. Si respira a fatica, come se fossimo in una nebbia di distorsione e urla. Avete presente i loro live? Ecco, hanno impresso quell’aria su un disco in continua evoluzione, inarrestabile.

Rope – “Crimson Youth”

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Diciamolo, i Rope hanno creato da subito una certa curiosità nell’ambiente. E l’aspettativa è stata rispettata alla grande. Crimson Youth è un disco bellissimo e non c’è altro modo di dirlo.

Al suo interno ci sono diverse influenze, tutte figlie di uno spirito punk e rock’n’roll che ha tanta voglia di farsi sentire e di continuare a suonare fino a tardi. Non poteva esserci pezzo migliore di No more chance per aprire le danze e abbandonarsi al mood dell’album. 4AM and still here è la canzone degli abbracci e delle birrette sotto il palco, We are the lads è da suonare in situazioni come il Venezia Hardcore.

Iniziamo a rialzarci da qua.

Non sta andando tutto bene, intanto ascoltiamo nuova musica

Noah Cicero, Nature Documentary

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Arrivo sempre in ritardo, ma alla fine arrivo. Un po’ di pazienza.

Tempo fa ho conosciuto degli scrittori e editori americani con i quali sono rimasto in contatto. Li ho intervistati, mi hanno presentato quello che succede nel Nuovo Mondo tra una pagina da scrivere e un match di wrestling. Seguo le loro pubblicazioni, ogni tanto si chiede qualche consiglio, si parla in generale. Cose così.

Ho iniziato ad addentrarmi e innamorarmi del mondo “indie” (se proprio dobbiamo etichettarlo) della letteratura americana. Scavando sempre di più ho scoperto un microcosmo di editori e autori che scrivono pezzi incredibili. E si spazia dalla fiction alla poesia, dai racconti brevi a romanzi impensabili. La cosa importante è che il genere non è quella cosa fondamentale. Si scrive per necessità, per passione, perché l’Adderall non scende. Proprio come avviene qua in Italia, no?

L’ultimo libro che mi ha particolarmente colpito è stato Nature Documentary di Noah Cicero, edito da House of Vlad Press (2019). Ripeto, arrivo sempre in ritardo e in questo caso l’ho letto alla terza ristampa, ma eccomi fresco e pronto per parlarne.

Nature Documentary è una raccolta di poesie, divisa in tre parti. Ognuna di queste è raccontata da un verso, una sorta di filo rosso che riporta un particolare momento vissuto dall’autore. Un dialogo, una riflessione, la presenza di una persona al proprio fianco.

She doesn’t know Spanish,

but she knows what death means.

Noah Cicero si serve di un linguaggio semplice e in grado di dar forma a immagini che non si riesce a dimenticare. Si muove tra la dolcezza di una confessione e l’ironia con cui guarda ciò che ha intorno. La società, le debolezze delle persone diventano elementi che bruciano, che scatenano emozioni amare, rassegnate, impotenti. E non possiamo che chiederci: quanto siamo diversi da queste persone? Quanto siamo parte della società?

La poesia di Noah è una lama affilata, di quelle di ghiaccio che non lasciano indizi. Rimane un taglio di riflessioni, una ferita aperta che brucia e che lascia nervi scoperti, cibo per gli avvoltoi. E forse non siamo altro che pensieri con le debolezze in vista, sotto gli occhi di tutti.

In queste pagine ho ritrovato quello spirito poetico che temevo di non trovare più. I libri di poesia sono qualcosa di prezioso, ma spesso mancano di fuoco. Versi su versi per lasciare infine lo stesso vuoto che avevo prima di leggerlo. La poesia deve togliere le forze, animare nuove immagini, spaccarti i denti. Nature Documentary è quel libro che dovevo incontrare per tornare a vedere la poesia come qualcosa di umano e non come un prodotto indie per copywriter indie da social network.

Il mondo letterario indie americano nasconde autori dalla penna letale. Provate, sarà un bellissimo viaggio.

Sui gruppi Facebook di poesia si è soliti ringraziare in un commento l’autore di versi particolarmente belli. Non ho mai capito il motivo. Ora, invece, mi sento più leggero a dirlo. Grazie Noah.

 

Noah Cicero, Nature Documentary

Demersal – “Less”

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Mi arriva una mail da una band danese. Penso wow, apro e scopro che il materiale è qualcosa di fortissimo. Ed è forte perché completo, almeno per quelli che sono i miei umili et bellissimi gusti.

I Demersal sono una stati una bellissima scoperta. Mi hanno fatto ascoltare Less, la loro ultima fatica e finalmente ne riesco a parlare.

Un mix tra “hardcore nero”, screamo e influenze che spaziano dal post-rock all’emo. In otto tracce la band danese condensa stati d’animo differenti, indaga le complessità delle relazioni e ciò che le rende tanto speciali. La voce, forte e fagile allo stesso tempo, urla quelle parole che forse non ha detto al momento giusto. E sotto si forma un tappeto di suoni simile al chaos che ogni giorno si vince, che si conosce. Che la maggior parte delle volte si fatica comunque a comprendere.

C’è energia in queste canzoni. C’è quella cieca ostinazione che spinge a provarci, a cercare di fare andare le cose per il meglio, anche quando la realtà dimostra il contrario. Si sa, rialzarsi è difficile e spesso persino doloroso. Eppure i Demersal usano quel dolore per urlare al mondo che hanno trovato un modo per soffrire di meno.

Gli amanti del blackened hardcore non rimarranno di certi delusi da questo gioiello. Sono curioso di vederli live, immagino già i feelings.

 

 

Demersal – “Less”

I 100 libri del secolo

Quels livres sont restés dans votre mémoire?

I lettori, quelli veri, sanno bene che il proprio tempo è dedicato a una costante ricerca, in cui si rincorrono nuovi libri da scoprire e restarne affascinati. Paradossalmente, il momento della ricerca è anche più eccitante della lettura stessa. È questione di fame.

E mentre un giorno cercavo l’ennesimo titolo da divorare ho scoperto una lista di libri, che mi ha fatto incontrare delle vere e proprie bellezze. Il maestro e Margherita, in particolare. Quel libro ha tutto quello che cercavo. Cos’è davvero questa magica lista?

Nel 1999, attraverso un sondaggio a opera di Fnac e LeMonde, è stato stilato un elenco dei libri più belli del XX secolo. Al suo interno si incontrano romanzi, opere teatrali, saggi, fumetti e qualche film. I cittadini francesi hanno risposto alla domanda: “Quali libri sono rimasti nella vostra memoria?“. Domanda da un milione di soldi. Per fortuna il risultato è stato fortissimo.

I francesi hanno giocato in casa, ci sta che diversi autori rientrino in questa classifica. Mancano libri? Alcuni sopravvalutati, altri sottovalutati?

Per i lettori che hanno fame, tanta fame, ecco la lista della spesa.

  1. Alber Camus, Lo straniero, 1942
  2. Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, 1913-1927
  3. Franz Kafka, Il processo, 1925
  4. Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, 1943
  5. André Malraux, La condizione umana, 1933
  6. Louis-Fernand Céline, Viaggio al termine della notte, 1932
  7. John Steinbeck, Furore, 1939
  8. Ernest Hemingway, Per chi suona la campana, 1940
  9. Alain-Fournier, Il grande Meaulnes, 1913
  10. Boris Vian, La schiuma dei giorni, 1947
  11. Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, 1949
  12. Samuel Beckett, Aspettando Godot, 1952
  13. Jean-Paul Sartre, L’essere e il nulla, 1943
  14. Umberto Eco, Il nome della rosa, 1980
  15. Aleksandr Solzenicyn, Arcipelago gulag, 1973
  16. Jacques Prévert, Paroles, 1946
  17. Guillaume Apollinaire, Alcools, 1913
  18. Hergé, Il loto blu, 1936
  19. Anne Frank, Diario, 1947
  20. Claude-Lévi Strauss, Tristi tropici, 1955
  21. Aldous Huxley, Il mondo nuovo, 1932
  22. George Orwell, 1984, 1949
  23. René Goscinny & Albert Uderzo, Asterix il gallico, 1959
  24. Eugène Ionesco, La cantatrice calva, 1952
  25. Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905
  26. Marguerite Yourcenar, L’opera al nero, 1968
  27. Vladimir Nabokov, Lolita, 1955
  28. James Joyce, Ulisse, 1922
  29. Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari, 1940
  30. André Gide, I falsari, 1925
  31. Jean Giono, L’ussaro sul tetto, 1951 (film)
  32. Albert Cohen, Bella del Signore, 1968
  33. Gabriel Garcìa Màrquez, Cent’anni di solitudine, 1967
  34. William Faulkner, L’urlo e il furore, 1929
  35. François Mauriac, Thérèse Desqueyroux, 1927
  36. Raymond Queneau, Zazie nel metro, 1959
  37. Stefan Zweig, Sovvertimento dei sensi, 1927
  38. Margaret Mitchell, Via col vento, 1936
  39. D. H. Lawrence, L’amante di Lady Chatterley, 1928
  40. Thomas Mann, La montagna incantata, 1924
  41. Françoise Sagan, Bonjour tristesse, 1954
  42. Vercors, Il silenzio del mare, 1942
  43. Georges Perec, La vita, istruzioni per l’uso, 1978
  44. Arthur Conan Doyle, Il mastino dei Baskerville, 1901/1902
  45. Georges Bernanos, Sotto il sole di Satana, 1926
  46. Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby, 1925
  47. Milan Kundera, Lo scherzo, 1967
  48. Alberto Moravia, Il disprezzo, 1954
  49. Agatha Christie, L’assassinio di Roger Ackroyd, 1926
  50. André Breton, Nadja, 1928
  51. Louis Aragon, Aurélien, 1944
  52. Paul Claudel, Le Soulier de satin, 1929
  53. Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore, 1921
  54. Bertolt Brecht, La resistibile ascesa di Arturo Ui, 1959
  55. Michel Tournier, Venerdì o il limbo del Pacifico, 1967
  56. H. G. Wells, La guerra dei mondi, 1898
  57. Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947
  58. J. R. R. Tolkien, Il signore degli anelli, 1954-1955
  59. Colette, Viticci, 1908
  60. Paul Éluard, Capitale de la douleur, 1926
  61. Jack London, Martin Eden, 1909
  62. Hugo Pratt, Una ballata del mare salato, 1967
  63. Roland Barthes, Il grado zero della scrittura, 1953
  64. Heinrich Böll, L’onore perduto di Katharina Blum, 1974
  65. Julien Gracq, La riva delle Sirti, 1951
  66. Michel Foucault, Le parole e le cose, 1966
  67. Jack Kerouac, Sulla strada, 1957
  68. Selma Lagerlöf, Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson, 1906-1907
  69. Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, 1929
  70. Ray Bradbury, Cronache marziane, 1950
  71. Marguerite Duras, Il rapimento di Lol V. Stein, 1964
  72. J. M. G. Le Clézio, Il verbale, 1963
  73. Nathalie Sarraute, Tropisme, 1939
  74. Jules Renard, Diario, 1925
  75. Joseph Conrad, Lord Jim, 1900
  76. Jacques Lacan, Scritti, 1966
  77. Antonin Artaud, Il teatro e il suo doppio, 1938
  78. John Dos Passos, Manhattan Transfer, 1925
  79. Jorge Luis Borges, Finzioni, 1944
  80. Blaise Cendrars, Moravagine, 1926
  81. Ismail Kadare, Il generale dell’armata morta, 1963
  82. William Styron, La scelta di Sophie, 1979
  83. Federico Garcìa Lorca, Romancero gitano, 1928
  84. Georges Simenon, Pietro il Lettone, 1931
  85. Jean Genet, Notre Dame des fleurs, 1944
  86. Rober Musil, L’uomo senza qualità, 1930-1932
  87. René Char, Fureur et mystère, 1948
  88. J. D. Salinger, Il giovane Holden, 1951
  89. James Hadley Chase, Niente orchidee per miss Blandish, 1939 (film)
  90. Edgar P. Jacobs, Blake e Mortimer, 1950
  91. Rainer Maria Rilke, I quadrni di Malte Laudris Brigge, 1910
  92. Michel Butor, La modificazione, 1957
  93. Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo, 1951
  94. Michail Bulgakov, Il maestro e Margherita, 1967
  95. Henry Miller, Crocifissione in rosa, 1949-1960
  96. Raymond Chandler, Il grande sonno, 1939
  97. Saint-John Perse, Amers, 1957
  98. André Franquin, Gaston, 1957
  99. Malcolm Lowry, Sotto il vulcano, 1947
  100. Salman Rushdie, I figli della mezzanotte, 1981

Se un giorno dovessi riuscire a leggerli tutti portatemi diottrie e opere di bene.

 

I 100 libri del secolo

The Love Supreme – “A shade of yellow very close to the gold album”

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Il san Valentino del 2020 sarà ricordato per l’uscita di un disco che ha entusiasmato il popolo hardcore di internet. Un regalo migliore dei Baci Perugina o di una passeggiata mano nella mano sotto l’arena di Verona.

The Love Supreme è la band che ha scritto le sette tracce che compongono questo atto d’amore verso la musica e chi si ostina ancora a crederci con tutte le energie. In un momento in cui pareva che le acque fossero calme – troppo, direi – finalmente si ascolta qualcosa che dà speranza a tutti.

Scalford rain apre le danze e si capisce subito che non sarà facile resistere ai colpi che sparano questi ragazzi. Sonorità grezze, ritmi serrati, pochi momenti in cui riprendere fiato e via che si ritorna a ballare. Le influenze sono molteplici, dallo screamo più agguerrito alle sfumature rock’n’roll. Romanticismi e scorrettezze a parte, lo spirito è sempre quello punk che ci fa volare altissimo. Senza prendersi troppo sul serio, la band ha dato vita a tracce spesse.

A shade of yellow very close to the gold album è di certo un prodotto maturo. I membri della band provengono da esperienze di un certo spessore come Die Abete, Cayman The Animal, Bennett, Tutti I Colori Del Buio, Rope, Chambers, Six Feet Tall e le varie esperienze da cui provengono si fanno sentire, dando valore al tutto. ‘sticazzi non lo diciamo?

Love is in the air, punk hardcore too.

The Love Supreme – “A shade of yellow very close to the gold album”

Local Heroes #1

In questi giorni su Facebook si parla solo del Festival di Sanremo e dell’outfit di alcuni partecipanti. Faccio outing: magari fare qualcosa di più interessante?

Armato però di spirito patriottico ho deciso di lasciare un po’ di spazio a quegli eroi locali che ancora credono nelle proprie passioni. Oggi ho parlato di musica, domani chissà cosa incontriamo.

A Brescia non c’è nulla, sicuri?

 

Endrigo – Infernino

Partiamo subito con uno dei gruppi bresciani che si sta prendendo lo spazio che merita: gli Endrigo. Avevo iniziato a seguirli tempo e a oggi di palchi ne hanno fatti.

Infernino è un pezzo che volevo segnalare fortemente. Sarà per come è scritto, per come si lascia ascoltare, per quanto mi ha sorpreso. Sarà anche per il testo e se siete ascoltatori della band capirete quanto non sia tutto lasciato al caso. E se vi siete persi i loro lavori precedenti, recuperateli.

I violini di Nicola Manzan (Bologna Violenta, ‘sticazzi) sono una bellezza. Sono rimasto davvero colpito per questa uscita che vorrei sentire mille altre volte.

Gnari siete forti.

 

Gab De La Vega – “Beyound Space And Time”

Gab De La Vega lo seguo dai tempi dei The Smashrooms. Conservo ancora le magliette e i dischi della band con il quale l’ho conosciuto.

Lo spirito hardcore non è si è mai spento. Anzi, brucia in ogni nuova canzone, sempre più forte. Beyound Space And Time è il suo nuovo disco, registrato per questa occasione con l’aiuto di una band. E sì, promosso a pieni voti.

Forse il disco più introspettivo che ha scritto finora, Gab si racconta con un folk punk coinvolgente e sempre alla ricerca di nuovi suoni. Perfect texture canzone preferita.

Seguitelo nei live.

 

Il sistema di Mel – “Addosso”

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E nuovo disco anche per Il sistema di Mel. Addosso ha fatto parlare subito di sé e ascoltando le otto tracce che compongono il disco si capisce bene il motivo. Venature post-rock e influenze emo guidano una storia da film qualsiasi che in molti hanno vissuto.

Consigliatissimi da sentire/vedere in live, ovviamente.

  • Dalla regia ci è giunta la notizia che anche i Riccobellis hanno qualcosa di nuovo tra le mani. Attendiamo aggiornamenti.
  • A breve si può svelare qualche notizia di uno dei festival più importanti della zona. A breve, promesso.

L’unico modo per far sopravvivere questa rubrica è farla conoscere al mondo e segnalare tantissimi artisti della nostra amata/odiata città. Io so che Brescia nasconde ancora qualche tesoro.

Local Heroes #1

Jack Sensolini, il fantasy del meNare

Iniziate a scavare nel mondo del fantasy e di tutte le sue molteplici sfumature. Scavate sia a livello internazionale che italiano, ovviamente. Guardatevi intorno, leggete le storie di eroi e viaggi che hanno qualcosa di già sentito. Di così sentito, ma senza citare il vecchio Tolkien. Sensazione mia, ci mancherebbe.

Infine scopri che c’è un libro che racconta le vicende violente sul Regno di Taglia. Di città come Pertugia e Orbino, della Pianura Pagana e della Grande Maraglia, di spade che volano e creature ibride e leggendarie. Si vedevano illustrazioni bellissime e lettori entusiasti. E questi lettori avevano ragione.

Un romanzo grezzo, violento e maledettamente scorretto. Prendete degli stronzi, armateli di rasoi, spade e pipe e dategli il compito di ristabilire l’ordine. A qualunque costo e con qualunque mezzo. Written and directed by Quentin Tarantino, ma in dialetto emiliano. Bello eh, vez?

Non ho resistito. Ho scritto a Jack Sensolini su Instagram per sapere di più su questo progetto folle e su un libro che divorato in pochissimi giorni: Vilùpera. Avremmo potuto sollevare qualche polemichetta in più riguardo il fantasy italiano, ma direi che siamo stati molto bravi. Avremmo potuto entrare nelle caviglie a qualche autore integralista, ma ci siamo trattenuti.

Entriamo subito nel vivo della questione. Cos’è e come è nato il progetto Ignoranza Eroica? Ignoranza Eroica è la patria del fantasy di meNare e dell’HARDmony. In sostanza, è sia una pagina Facebook che una sorta di contro-movimento letterario alla maniera dei cannibali – anche se strada facendo ha perso molti dei suoi militanti – che si può riassumere con il motto: “Colpi bassi, metriche alte”, fondato da me e Luca Mazza e dall’incontro/scontro dei nostri umori letterari. All’epoca io avevo appena esordito con il romanzo grimdark “Il Ballo degli Infami” (2017, Watson Edizioni) mentre Luca aveva appena pubblicato un suo racconto nell’antologia “Zappa&Spada” (Acheron Books). Entrambi eravamo frequentatori abituali dei peggiori postriboli digitali del fantastico italiano. All’inizio volevamo solo organizzare un torneo letterario, poi qualche maraglio ci ha seguito nei nostri deliri e più di qualcosa è andato storto. Gente del calibro di Nerdheim, Alberto Della Rossa, Michele Gonnella, Fabio Andruccioli, Laura Silvestri, Fabio Tarussio e Alessandro Forlani. È finita a paNe, ignoranza eroica e “N di meNare”, la prima aNtologia di faNtasi di meNare e il primo titolo a marchio Lethal Books.

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Passo successivo. Lethal Books? Lethal Books nasce dall’esigenza mia e di Luca di dare un marchio alle nostre pubblicazione. Un vessillo. Ispirata all’etichetta musicale Lethal Records che compare in un racconto di Altieri del ciclo dello Sniper, è una sorta di certificato di autenticità, un modo per dire: “Vero faNtasi di meNare per veri ignoranti eroici”. Tipo quando mettono il sigillo sul Parmigiano o sulle panette di hashish.

Ignoranza Eroica sarebbe la stessa se trovasse una casa editrice con cui pubblicare o è nata per essere indipendente? Qui cè da fare un piccolo chiarimento: in realtà io e Luca avevamo ed avremmo più di un editore con cui pubblicare i nostri libri. Quando abbiamo annunciato VILÙPERA ci hanno contatto tre editori interessati alla pubblicazione del romanzo, ma abbiamo (s)cortesemente rifiutato. Comunque abbiamo già pubblicato e continuiamo a pubblicare romanzi e racconti con Watson Edizioni, Moscabianca Edizioni, Italian Sword&Sorcery, Officina Libraria Kipple, Acheron Books e Delos Digital. In pratica collaboriamo attivamente con la maggior parte dell’editoria indipendente italiana che si occupa di fantastico. Semplicemente, per i lavori di Ignoranza Eroica abbiamo scelto di seguire la strada dell’autoproduzione, e la scelta ha pagato oltre le aspettative. Anche se per la strada abbiamo perso qualche Fratello di Taglia e guadagnato qualche pugnalata alle reni, siamo abbastanza soddisfatti di quello che abbiamo ottenuto con Lethal Books.

Parliamo un po’ di Vilupera, la vostra ultima fatica. Scoprire un libro del genere nel mondo del fantastico italiano mi ha sorpreso e ho subito voluto approfondire la questione. Cosa vi ha portato a scrivere questo libro? Come già anticipato, nel 2017 ho esordito con il grimdark fantasy Il Ballo degli Infami, mentre la Penumbria appare già nel racconto di Luca Mazza di Zappa&Spada, sempre del 2017. Dopo le parentesi delle antologie N di meNare 1 e 2 nella doppia veste di curatori e autori e del nostro primo fortunato romanzo di coppia, il punk-apocalittico RIVIERA NAPALM, Vilùpera è stata la conseguenza naturale. Era in cantiere da tempo. La lettura della trilogia di Magdeburg di Altieri, i lavori di Evangelisti, così come le saghe di Martin e Abercrombie, sono state molto importanti.

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“Grimdark fantasy” è il genere che più descrive Vilupera? Sì e no. Ci sono sicuramente alcuni elementi tipici del grimdark, ma ce ne sono anche molti altri horror, weird e anche western, annacquati da una buona dose di dialetto emiliano/romagnolo. La contaminazione, l’ibridazione tra generi e la sperimentazione linguistica sono sicuramente gli elementi a cui e su cui puntiamo e che penso possano differenziare i lavori miei e di Luca e in generale tutte le pubblicazioni a marchio Ignoranza Eroica – Lethal Books.

Vilupera, per come è apparso sui social, ha creato una grande curiosità. La mappa, le illustrazioni con le creature che popolano le vicende, i nomi delle città che si incontrano. Il tono che avete dato al romanzo non appaiono spesso in un romanzo fantasy. Quali sono stati i feedback per questo libro? Devo dire che per quanto riguarda l’aspetto visivo, anche se io e Luca avevamo le idee molto chiare, dobbiamo ringraziare il fumettista David Genchi, che conoscevo da tempo e che abbiamo contattato proprio per la sua affinità stilistica con quella di Vilùpera. Il risultato è andato aldilà delle mie più sanguinarie e depravate aspettative. Anche sui feedback siamo rimasti un po’ spiazzati. Nonostante i nostri libri avessero ricevuto una buona accoglienza, in particolare Riviera Napalm, Vilùpera è andato addirittura oltre. Ne approfitto per ringraziare ancora una volta i Fratelli di Taglia che lo stanno leggendo e commentando. Per noi piccoli ma “grossi” autori indipendenti è fondamentale.

Avevate qualche aspettativa per Vilupera quando l’avete scritto? Se intendi aspettative di vendita, stiamo vendendo più di quello che ci aspettavamo. Anche se non sono cifre da capogiro, siamo ben oltre la media dei titoli fantasy di un piccolo/medio editore italiano. Se invece intendi aspettative letterarie, è uscito fuori esattamente come pensavamo che uscisse. Ovvero: niente di epico, niente di etico.

Il pubblico italiano di lettori fantasy come ha accolto Vilupera? Su questo non saprei dirti, in generale non abbiamo un buon rapporto con i lettori e soprattutto con gli scrittori fantasy. Ma bisognerebbe chiedere a loro. Noi abbiamo i nostri lettori, la colonna mercenaria degli ignoranti eroici. Speriamo si riproducano sempre più in fretta

Vedrestri Vilupera pubblicato da un grande editore in Italia? Sì. Onestamente non ho ancora capito cosa aspettano a “mettere questa fottuta rabbia sotto contratto”.

Spoilerino. Ci sarà un seguito di Vilupera? Stiamo già lavorando a un’altra storia ambientata in Penumbria, Regno di Taglia. Sarà un prequel stand alone, e con molta probabilità si chiamerà Mattanza.

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Altro spoilerino. Prossimi progetti di Lethal Books? Per il 2020, oltre al prequel di Vilùpera, io e Luca stiamo collaborando a Brancalonia, un GDR spaghetti fantasy per Acheron Books, e sempre per Acheron abbiamo in camera di sparo un romanzo, ma su un’ambientazione non nostra. Poi abbiamo in cantiere da tempo un romanzo folle in tandem con gli amici di Nerdheim, ma è ancora top secret. Questi i progetti più imminenti, ma ne abbiamo veramente tanti altri in canna.

Al primo appuntamento dove consigli di portare il proprio partner: Regno di Taglia o Riviera Napalm? Riviera Napalm per una serata seria, il Regno di Taglia per un tour eno-gastronomico.

Potete acquistare Vilupera in tutti gli store online e nelle zone più pericolose del Deep Web. Buona lettura, plucamaroni.

 

 

 

Jack Sensolini, il fantasy del meNare