Riviera – Contrasto

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Finalmente. Per diverso tempo ho continuato ad ascoltare un disco che mi ha fatto scoprire un genere nuovo, un modo diverso di parlare e suonare, dicendomi più di intere discografie. In auto e a casa, lo ascoltavo sempre.

Sono del parere che un album non debba essere qualcosa di forzato, qualcosa che serva solamente a dimostrare l’enorme quantità di idee partorite in sala prove ed apparire così super produttivi. Credo che debba scorrere, che debba essere spontaneo.

Questo è uno dei casi in cui l”attesa ha reso tutto più speciale, più vero. E sono bastate otto canzoni.

Finalmente, i Riviera.

Contrasto è il titolo della loro ultima fatica che, uscita una decina di giorni fa, ha fatto prendere un bel respiro di sollievo a molti ascoltatori. Serviva un disco del genere nel nostro panorama musicale? Sì, ovviamente sì.

Ritorna il loro stile, dolce e struggente, così sincero che ho faticato a ritrovare in molti altri ascolti. Dall’album omonimo del 2014 si ascolta una certa maturità, un’esperienza più profonda. Si ha davanti un uomo che non invecchia, ma diventa più forte perché imapara, forse, dai priopri errori. O semplicemente affronta ciò che ha davanti, sperando che tutto possa andare nel verso giusto, almeno per una volta.

I Riviera mi hanno sempre colpito per il tempismo delle parole. Capire quando cantare e quando lasciar parlare la musica non è cosa da tutti, ma a loro viene naturale. “Michele in bici” è quel pezzo che ferma tutto per un attimo, nonostante sembra sia in corsa. Ricordate “Calanchi“?

Notevole inoltre il contributo della voce degli Storm(o) in “Terrazzo“, si spera di sentire sempre più canzoni del genere.

Finalmente.

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Riviera – Contrasto