Breaking The Fence – “Niente rimane”

21192919_1447347698680025_8026879733539510651_n

Delle volte è un brutto posto dove vivere, ma grazie anche alla musica le cose possono diventare più leggere e forse essere più comprensibili. E questo superpotere è solo per qualche band, per quelle che muovono uragani emotivi appena iniziano a suonare. Prima o poi passano e andrà tutto bene.

Per la bella musica dovete chiedere a Fabio.

Breaking The Fence sono cinque ragazzi padovani che hanno avviato un progetto meritevole di tanta attenzione. Freschi di un nuovo album intitolato Niente rimane, questa band si propone con canzoni forti, di quelle che si fanno conoscere nel momento giusto e scombinano le giornate.

Le parole sono un po’ il filo conduttore di questo disco, attorno alle quali si creano tutte quelle atmosfere rese possibili dai suoni. I testi riescono  a trasmettere immagini che si portano ancora addosso, momenti indelebili e che sono destinati a lasciare un segno dentro per tanto tempo ancora. Riescono a raccontare tutto in pochi versi, senza ripetersi o sfociare nel banale.

Le sonorità riprendono influenze emo, post-rock e non mancano quelle sfumature un po’ pop che rafforzano il tutto. L’equilibrio tra suono e parole è il punto di forza di questo album, se avessero osato di più sarebbe stata una esagerazione, qualcosa di vuoto. Non è da tutti raccontare se stessi in poco, con quello che si ha.

E se continuassi anche non direi nulla.

Breaking The Fence – “Niente rimane”

Reikä – “Frangenti”

a3547074765_10

Novembre ha la nebbia e i giorni di freddo improvviso, che arriva quando hai trovato un tuo equilibrio. O almeno, pensavi di essere al sicuro dai tuoi pensieri grigi, dai sogni che ti svegliano e dallo stomaco irrequieto. Questo è il mese in cui certi suoni, che senti anche in casa, hanno una sfumatura diversa. Sembrano lontani, eppure sono dentro te.

Non avrei immaginato stagione migliore per questo album. Sarebbe stato diverso in inverno o in primavera o in estate, avrebbe perso quell’atmosfera che lo rende tanto bello da ascoltare e tanto devastante allo stesso tempo.

Frangenti è il disco dell’autunno, della sua nostalgia che ha il colore delle foglie rosse e delle radici degli alberi. Ricorda un’ultima ricerca, forse disperata, di un tepore avvolgente in quello che si ha attorno. I Reikä suonano emozioni forti, fredde per la temperatura e non per i piedi che hanno camminato troppo e camminato invano.

Le sonorità sono dirette e caratterizzate da una semplicità che spiazza. Ciò che si vuole trasmettere arriva in faccia e scombina la sciarpa.

Questo è un disco completo, di quelli che davvero riescono a parlare di sé con coraggio e speranza. La voce urla al vento e contro le sue stesse paure, magari per essere ascoltata anche solo una volta, almeno questa volta. E poi c’è quella intimità che si avverte come un’anima amica e si confida timidamente. Diventa presenza, poi ombra, poi tutto.

Frangenti è il richiamo della natura.

Reikä – “Frangenti”

Montauk – “Vacanza/Gabbia”

a2725947003_10

Volevo fare in modo che le nuove recensioni fossero forti, un’entrata in scena di quelle che ti fanno saltare dalla poltrona e si stappa una birra per la felicità. Volevo far sapere che si scrive anche in inverno, ma ho deciso che forse sarebbe meglio far parlare la loro musica. Sì, mi hanno preceduto.

Loro sono i Montauk Vacanza/Gabbia” è un disco che entra a gamba tesa in testa e dove esce la voce per cantare.

Come ricordano questi ragazzi bolognesi, il nome della band si ispira alla spiaggia che si vede nel film “Eternal Sunshine of a Spotless Mind“. Ecco, loro sono quella malinconia che vuole riscattarsi, costretta però a tornare nello stesso spazio sabbioso dove il mare cancella i messaggi a riva. Eppure sembrava tutto lì a portata di mano, tutto facile prima che le cose prendessero una piega insolita, surreale sotto certi aspetti.

I pezzi che compongono il disco sono influenzati da diverse sonorità. Si incontrano momenti post-punk, noise, emo e quella sfumatura pop, un po’ dolce e per niente fastidiosa. I ragazzi hanno un sound deciso, emozionante e che riesce a rendere palpabili le immagini descritte nei testi. Ci si ritrova a Montauk con quei momenti tra le dita che hanno il sapore di sigarette e città.

Recentemente è uscita una versione tape di questo disco, averle entrambe farebbe solo del bene al mondo.

Le prossime ferie sono in quella spiaggia.

Montauk – “Vacanza/Gabbia”