Eretica Edizioni, una casa per tutti

A ventidue anni conosci gli scrittori, per regalo, con tre libri in una scatola che è fatta su misura per te, per i muri e le mensole della stanza.

Ricordo che da bambino volevo raccontare le avventure di una vita di viaggi, di cose che mi sono accorto non esistere in questo mondo. E si cresce, perché bisogna farlo, e ti ritrovi aggrappato a quelle fiabe, a quella magia che non vorresti perdere mai.

Giordano Criscuolo è quella persona che ha creduto nelle parole di ogni giorno fino a costruire una casa di pagine dove vivere e far vivere i viandanti. Questa casa si chiama Eretica Edizioni e lui ne parla come accade per le piccole storie appena fuori dalla porta, appena scesi dal letto e con una chitarra sopra frasi abbozzate. Giordano suona così.

Com’è nata Eretica Edizioni? Dalla mia esigenza di lavorare con l’arte e con gli artisti. Ognuno di noi ha dentro molteplici strade da percorrere e se, per caso o per errore, ne cammina una diversa, avrà come compagni di viaggio solo malinconia e alienazione. A me è successo ma è successo anche che in quei giorni, seguendo e invidiando il percorso di amici miei artisti, ho deciso di mandare tutto in aria per buttarmi in questa fantastica avventura. L’invidia, quella costruttiva che rima con ammirazione, è il vero carburante del nostro divenire. Le lettere sono la mia vita e l’arte mi sfama.

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Eretica si presenta come una casa editrice indipendente. Cosa significa intraprendere questa strada in Italia? Quali sono le difficoltà e gli ostacoli che si incontrano? In passato, per via del lavoro che svolgevo, questa nazione mi ha fatto soffrire tanto. Contributi, tasse… oggi non ho più voglia di pensare a niente, il Re Soldo non mi interessa e i giullari che gli danzano attorno mi fanno solo tenerezza. Quando incontro artisti che, ancora prima di parlare di arte, mi parlano di soldi, provo sconforto e me ne allontano. Questo nuovo modo di ragionare mi ha portato ad affrontare le difficoltà in maniera diversa e finalmente più ludica: c’è un ostacolo? Vediamo qual è il tasto che me lo fa saltare e arrivare alla fine del gioco.

Come vedi l’editoria e i lettori nel nostro Paese? L’editoria, sia la piccola che la grande, produce troppo e produce male. Di conseguenza i lettori hanno sempre meno voglia di leggere. Però, ed è un grande però, i lettori ci stanno: per riconquistarli basta solo proporre loro qualcosa di bello e di vero. La situazione non è tragica come vogliono farci credere, basta solo essere onesti e inventarsi qualcosa di nuovo.

Hai scritto diversi romanzi, l’ultimo si intitola “Il meraviglioso vinile di Penny Lane“. Dove hai trovato l’ispirazione per raccontare questa storia? Per scrivere storie allucinate e psichedeliche come queste, l’ispirazione la si può trovare esclusivamente nella fantasia e nel desiderio di raccontare qualcosa di vero mascherandolo da sogno. Io scrivo molto poco, ho un perenne blocco dello scrittore, però poi mi basta un pomeriggio per buttare giù lunghe pagine ed essere felice, a rilettura ultimata, di aver saputo dire (a modo mio) quello che volevo dire.

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In questa tua ultima pubblicazione si respira un’aria fiabesca, dalle ambientazioni ai nomi dei personaggi. In alcuni momenti sembri richiamare “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll. Che importanza ha per te quell’opera? Ovviamente le opere di Carroll mi hanno molto influenzato ma, ad essere sincero, mentre scrivevo avevo sempre in testa altri tipi di mondi, quello del Mago di Oz, ad esempio, o quelli più lisergici e surreali di Walt Disney e Tim Burton. In ogni caso è inevitabile che tutto quello che leggiamo ci influenza ed è per questo che in quelle pagine ci sono continui rimandi ad artisti come David Bowie o Fabrizio De Andrè. Anche la loro è letteratura.

Si parla di musica già dal titolo e crei attorno ad essa una dimensione viva. Che ruolo gioca la musica in questo romanzo e, in generale, nella tua vita? La musica ha segnato ogni mio singolo istante di vita e i gruppi, o i movimenti nati attorno a loro, hanno sempre reso i miei anni degni di essere vissuti. Non riesco ad immaginare l’infanzia nei miei primi anni 80 senza Bob Marley, Jovanotti e Vasco Rossi. Artisti che magari oggi non ascolto più ma che comunque hanno colorato i miei giorni. E come dimenticare gli anni 90, gli anni della mia adolescenza, resi immortali ed eterni dai Nirvana e dal Grunge? Quello che ascolto mi emoziona ed inevitabilmente mi influenza. Non è un caso se tutti i miei romanzi, ancora oggi, sono impregnati di Rock, Cantautorato, Metal, Grunge, Punk. Il meraviglioso vinile di Penny Lane è stato scritto ascoltando artisti come Lou Reed e David Bowie. E si… sente.

Hai già scritto una pagina di una nuova storia? Altro che una, ho scritto ben tre pagine. Per uno che ha il blocco dello scrittore come me è una vera vittoria.

Quando cresci capita di vedere tantissime cose e altrettanti posti che prima potevi guardare e scoprire solo da un atlante. A ventidue anni, forse, non sei pronto per conoscere uno scrittore.

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