Seventh – “The Herald”

The Herald - Cover

Le spalle di un uomo sostengono carichi impensabili, spesso anche molto più grandi della persona stessa. Sono resistenti e delle volte riescono a non soccombere ai massi. All’uomo tocca un po’ questo, la resistenza è fondamentale.

Affianco a tutte queste prove fisiche vi sono anche quelle che richiedono una preparazione diversa e che talvolta sono più insidiose, più ostiche da affrontare. Quelle in cui ci si deve mettere in gioco, in cui si rischia di perdere se stessi sono da sempre rischiose. E mica sono da sottovalutare.

Questo percorso è ciò che ha affrontato un uomo qualsiasi, protagonista di The Herald, ultima fatica dei Seventh. La tracklist conta in totale sette tracce che allegoricamente corrispondono a sette tappe di un cammino che termina con la libertà assoluta e con la consapevolezza di poter scegliere per sé grazie alla volontà. In questo viaggio si incontrano le impronte filosofiche di NietzscheStirner, le rivisitazioni di opere quali “Paradise Lost” di Milton e “The Waste Land” di T.S. Eliot. Come se fosse anche da leggere e raccontare, oltre che da ascoltare.

Dal punto di vista musicale i ragazzi danno vita ad un suono maturo, che riesce a ricreare le tematiche trattate nei testi. Le note parlano e rendono concrete le immagini e le atmosfere evocate dalle parole. Il ritmo viaggia, delle volte si rallenta insieme al viandante come a riflettere sui passi, sulle strade, sulle scelte da prendere. E la musica cambia ad ogni tappa, ritrova se stessa e continua a maturare.

The Herald è qualcosa di completo, in grado di unire opere letterarie e filosofiche ai suoni. Convince subito, piace al primo ascolto e sa distinguersi dal materiale che si trova con frequenza sull’Internet. Insomma, qualcosa da ascoltare, leggere e raccontare.

Ad ogni passo si scrive un verso, si pizzica una corda per comporre una melodia. E pian piano prende forma un quadro in grado di fare luce sul sentiero che si stende davanti. Che poi sono sempre le scelte a muovere le cose.

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Seventh – “The Herald”

Frana/Opiliones – Split

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Ci sono quei momenti in cui ci si trova sulla stessa lunghezza d’onda, capita un po’ a tutti. Ebbene, lo stesso vale anche per le band. Live, serate, video sono solo alcune delle numerose collaborazioni che possono nascere tra queste. Una, in particolare, mi ha sempre affascinato. Si tratta del famoso “split album“. Mica basta inserire due o più gruppi nello stesso progetto così, a caso. E per fortuna non va sempre in quest modo.

Prendiamo ad esempio ciò che hanno proposto Frana ed Opiliones che, unendo le forze, riescono a sfornare un piccolo gioiello di quattro canzoni. Le sonorità affini fanno in modo che tutto scorra in maniera fluida, naturale e senza forzare troppo l’ascolto.

Il sipario si apre con due brani energici dei Frana, intitolati rispettivamente “Slumping at the rate of yawn” e “You’d be so scared on the Treno Fantasma“. Entrambe le tracce sono caratterizzate da una violenza emotiva, più che sonora. L’ascolto è curioso grazie al loro post-hardcore ed alle loro note. Discorso analogo per gli Opiliones, band che propone un punk-rock con influenze post-punk e hardcore. Si presentano con “No magic“, pezzo che illustra diverse questioni irrisolte, per poi passare a “STOA” al quale spetta il compito di chiudere il progetto. Nonostante il lavoro sia breve, entrambi i gruppi hanno dimostrato di saperci fare e creare delle buone aspettative per i loro lavori futuri. Ora bisogna solo pazientare e credere in questi ragazzi.

E un grande merito va sicuramente anche ad Alice Milani, artista che si è occupata dell’artwork cover con “Wislawa Szymbroska, si dà il caso che io sia qui“. Si parla di arte, su tutti i fronti.

Che poi sono anche queste le cose che mi piacciono della musica. Si tratta di qualcosa di più che va oltre il semplice suonare, di più di un concerto. Diventa come accorciare le distanze e trovarci tutti sotto lo stesso palco.

Frana/Opiliones – Split