Sono solo animali

Quando vivi in un paesino di provincia le voci girano con estrema velocità, al punto che si sa tutto in pochissimo tempo. Rispetto ad una grande città gli eventi che accadono non sono mai così degni di nota. Diversi litigi da bar, lei che lascia il suo ragazzo e lui che piange, un nuovo amore nato in discoteca e destinato ad esaurirsi nel tempo di un week-end. Insomma, non si sente nulla di nuovo.

Talvolta capita che questa atmosfera venga travolta da qualche episodio in grado di mettere a repentaglio la routine che si era creata. L’opinione pubblica rimane segregata negli apericena in piazza o tra una briscola e dei racconti da balera. In fondo cosa vuoi pretendere? Mica siamo in città, no?

Ciò che è accaduto questa volta è stato un po’ diverso da solito. Parecchi ambienti si sono indignati, altrettanti altri ne sono rimasti indifferenti. Si è parlato sui social, sui giornali arrivando persino a discuterne in televisione con parte dei diretti interessati.

L’episodio in questione vede come protagonista un macello di Ghedi, in provincia di Brescia, nel quale si trattavano in maniera disumana, e contro la legge, gli animali che sarebbero stati uccisi. A testimonianza di ciò vi sono delle riprese che raccontano come alcune mucche, incapaci di reggersi sulle proprie zampe, venivano trascinate e trasportate tramite l’utilizzo di un muletto. Altre scene mostrano come i dipendenti di tale mattatoio si servivano di forche per “spronare” gli animale a continuare nel loro percorso. Lasciati sull’asfalto sanguinanti, sofferenti e naturalmente impauriti, questi animali sono diventati oggetto di divertimento di alcune persone che, stando alle loro parole, svolgevano semplicemente il proprio lavoro.

I problemi non sono finiti qua. La carne ricavata dal macello, a causa dell’ambiente a cui sono state esposte le mucche, non è risultata pulita. L’Istituto Zooprofilattico di Torino ha rinvenuto cariche batteriche di cinquanta volte superiori a quanto stabilito dalla legge. Inoltre sono state individuate due tipi di salmonella molto pericolose. Sì, parte di questa carne è stata messa in commercio.

In un resoconto mandato in onda su Servizio Pubblico tutto ciò è stato raccontato dalla giornalista Giulia Innocenzi, la quale si è avvalsa di riprese fatte sul campo e di dichiarazioni da parte del sindaco. Tanto sono animali abituati a stare nella merda, si giustifica il buon uomo ricordando che lui è una persona intelligente e che non ti prenderebbe mai in giro. Nella puntata di L’Arena del 29 novembre il sindaco del nostro paesello ha dovuto rispondere a domande inerenti l’argomento dimostrando tutta la sua brillante intelligenza. Come uomo legato alle tradizioni, essendo il proprietario del macello un cognato del primo cittadino, non si è permesso di andare contro la famiglia. Anzi, lo difende come un vero eroe.

Alcuni giorni dopo è stato organizzato un presidio che ha visto la scarsa partecipazione degli abitanti. Quello seguente ne ha contati ancora meno. Strano, eppure pensavo che la voce fosse arrivata a tutti appena si è sentita.

I casi come questo fanno sempre sorgere dubbi spontanei. Ostentiamo una smisurata intelligenza, ma si continua a commettere atti del genere, a giustificarli e a portare avanti una logica di mercato indipendentemente dai rischi e pericoli a cui si è esposti. Tanto siamo tutti nella merda, no?

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