Cari, Concittadini

Il mio turno di lavoro era quasi finito quando, poco prima della chiusura, entra un uomo che chiede gentilmente se fosse ancora in tempo per mangiare. Aveva i capelli e i baffi brizzolati, indossava una semplice camicia a quadretti bianchi e blu abbinata ad un paio di normalissimi jeans. Era ordinato ed aveva modi educati e cordiali.

Si siede ed inizia a raccontarmi la sua giornata. Doveva raggiungere Parma per tornare a casa, ma per colpa di alcune tratte dei treni annullate, tra cui la sua, era rimasto bloccato nel mio paesino. Qui non conosceva nessuno e mi ha chiesto di indicargli qualche hotel dove poter passare la notte. Quelli che gli ho nominato, gli unici presente in paese, non l’hanno accolto dicendo che nessuna stanza era disponibile. Strano, eppure qui non mi sembra che qui ci sia un turismo così vivo.

Saluto e gli auguro di riuscire a trovare un modo per tornare a casa. Lui ricambia e mi sorride.

Il giorno seguente, dopo l’abitudinario controllo alle news che Facebook offre, ho capito qualcosa in più di ciò che è avvenuto la sera prima. Molti miei compaesani, alcuni anche con un certo orgoglio, hanno condiviso un articolo nel quale si affermava che il sindaco del mio paesino aveva invitato gli albergatori a non ospitare per nessun motivo i profughi richiedenti asilo. Ne trovo una copia affissa accanto al programma di una festa ricorrente qui in estate. Il famoso avviso recita:

Cari Concittadini,

questa Amministrazione, nella salvaguarda dei propri cittadini, sottolinea la sua contrarietà all’accoglienza dei profughi.

Ci opponiamo ad ospitare i profughi nelle strutture pubbliche e chiediamo ai nostri albergatori di condividere questo orientamento.

Vogliamo evitare i problemi di natura socio-culturale, di sicurezza e di ordine pubblico che si sono verificati nei comuni che hanno già accolto i profughi.”

Ho provato a vestire i panni di quell’uomo di colore che ho incontrato la sera prima. Ho provato ad immaginare la mia reazione nel momento in cui non avrei ricevuto accoglienza in un albergo, solo per il colore della mia pelle. Lui non sapeva nulla del sindaco e di quell’avviso. Lui non era un profugo, non era italiano e chiedeva solamente una stanza dove poter passare la notte perché non era riuscito a tornare a casa. Chiedeva soltanto di poter usufruire di un servizio, tutto qua. Sarebbe questo il modo con cui si vorrebbero evitare quei famosi “problemi di ordine socio-culturale“?

Questo è solo un episodio, avvenuto in una piccola realtà di provincia. Mi dispiace notare che questa iniziativa sia stata accolta in maniera positiva da molte persone, alcune risiedenti in altri comuni. Deve essere triste non voler vedere cosa ci sia oltre il proprio orticello, dover avere così paura di altri ed odiarli senza che questi abbiano mai fatto qualcosa. Deve essere triste vivere così e sembra che coloro che che abbracciano questa filosofia di vita continuino ad aumentare.

Non voglio fare né politica, né gossip o quant’altro. Volevo solo scrivere e raccontare cosa accade nel mio piccolo mondo, nelle sue più diverse sfumature. Purtroppo, a volte, succede anche questo.

Annunci
Cari, Concittadini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...